JAZZMI: la voce di Elisabetta Guido, il sax di Mirko Fait e la chitarra di Martino Vercesi tra latin, bossanova, standard jazz e composizioni originali il 29 e il 30 ottobre a Milano

La cantante e autrice salentina e i due musicisti milanesi protagonisti di due concerti durante la nuova edizione di JAZZMI: giovedì 29 ottobre si esibiranno al Moebius, venerdì 30 ottobre saranno di scena allo Spank

MILANO – Per il terzo anno consecutivo, Elisabetta Guido, apprezzata cantante e compositrice salentina, sarà tra le protagoniste del festival internazionale JAZZMI, in programma a Milano e in alcuni Comuni dell’hinterland del capoluogo lombardo dal 22 ottobre al 1 novembre.
La vocalist pugliese, che nel corso della sua carriera ha collaborato e diviso il palco con artisti del calibro di Renzo Arbore, Javier Girotto, Fabrizio Bosso, Ares Tavolazzi, Paolo Di Sabatino e Flavio Boltro, si esibirà due volte a Milano. Voce del Mirko Fait trio, il suo primo live è in programma giovedì 29 ottobre al Moebius Milano di via Cappellini 25, zona Stazione Centrale (ore 20, ingresso libero con prenotazione obbligatoria allo 0236643680) con il sassofonista Mirko Fait e il chitarrista Martino Vercesi: in questo sconfinato ed elegante spazio post-industriale ricavato da un ex deposito tessile in disuso, i tre musicisti si cimenteranno con un repertorio scoppiettante, tra il classico e il moderno, per un ascolto il più possibile divertente e coinvolgente. Il trio attingerà dalle composizioni, poi diventate famosi standard jazz, di autori quali Ellington (tra cui la sua intramontabile “It Don’t Mean a Thing”), Charlie Parker (“Donna Lee”), Miles Davis (con una versione molto “up” della celeberrima “Four”), Thelonious Monk (“Straight, No Chaser”), ma non solo. Elisabetta eseguirà anche l’irresistibile “Spain”, composta da Chick Corea e Al Jarreau (autore del testo), e “The Dry Cleaners from Des Moines”, scritta da Charles Mingus per Joni Mitchell. In scaletta anche alcuni brani originali dello stesso Fait e della cantante salentina.
Il giorno successivo, venerdì 30 ottobre, Elisabetta Guido, Mirko Fait e Martino Vercesi saranno di scena in quintetto, con Davide Cason al contrabbasso e Giorgio Vogli alla batteria, allo Spank di viale Bodio 33 (ore 20; ingresso libero con prenotazione obbligatoria allo 0236580291) per un concerto in cui la faranno da padrone le composizioni originali dei due musicisti, con un’attenzione particolare agli ultimi due lavori della cantante salentina (“Let your voice dance” e The good storyteller”) e all’album “Confidences” del sassofonista milanese. Tanto jazz, tra cui un omaggio a Fred Hersch e alla sua “A wish”, cavallo di battaglia di Norma Winstone, l’arrangiamento – curato da Martino Vercesi – di “What a wonderful world” (diventato la colonna sonora di un video che documenta l’impegno e il lavoro del comitato regionale lombardo della Croce Rossa Italiana nei mesi più critici della pandemia), momenti di improvvisazione ma non solo: il Guido-Fait quintet darà prova del suo eclettismo spaziando anche dallo swing al tango, dal samba alla bossanova.
Non a caso, la versatilità è il tratto distintivo di Elisabetta Guido, che è anche pianista, arrangiatrice, docente e direttrice di coro e che passa con disinvoltura dal jazz al gospel fino al soul e che non disdegna incursioni nell’ambito della lirica. La cantante pugliese sta lavorando a un nuovo disco con i fedelissimi Martino Vercesi e Mirko Fait. Sassofonista tra i più attivi sulla scena milanese, Mirko Fait ha collaborato con musicisti quali Flavio Boltro, Antonio Zambrini, Tony Arco, Attilio Zanchi, Marco Panascia e Luca Garlaschelli.
Diplomatosi con il massimo dei voti in chitarra classica al Conservatorio G. Verdi di Milano, Martino Vercesi ha completato la sua formazione studiando chitarra jazz con Gigi Cifarelli, Adam Rogers e Pasquale Grasso. Ha collaborato con alcuni dei più noti jazzisiti italiani, tra cui Luigi Bonafede, Giovanni Falzone, Fabrizio Trullu, Ares Tavolazzi, Walter Calloni, Ferdinando Faraò e Danilo Gallo. Ha al suo attivo diverse pubblicazioni sia come solista che come sideman.

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